“L’inverno sta arrivando” a Monterenzio

Ebbene, domenica scorsa si è chiuso il weekend di Monterenzio con la festa “I Fuochi di Taranis”.

 

O_O

 

Cos’ho visto.

Non dirò nulla in merito ai gruppi di rievocazione perché non ho notato particolari pecche a parte, per Dio che cosa diavolo erano quei…quei…brocchieri senza umbone? Non so come si chiamassero, ma sono sicura che non avrebbero dovuto esserci e, soprattutto, non avrebbero dovuto avere incisa sul legno una croce celtica dalle linee campite di rosso. No dico, una croce celtica in una rievocazione dell’ avanti Cristo – che non è che vuol dire una roba tipo “Avanti i Savoia” eh, vuol dire prima di Cristo, ovvero niente croci come simbolistica, men che meno croci celtiche.

A parte questo credo di aver assistito a uno degli spettacoli più imbarazzanti che io possa ricordare, e non sto parlando dell’accensione del fuoco del sabato sera, con i bianchi druidi/templari/sciamani indiani che benedicevano il fuoco con la lama della sacra spada – spada a due mani, medioevale, cioè credo più sanmarinese che medioevale, in ogni caso non c’entrava un accidente – con un nome impronunciabile tipo Elendil o robe simil tolkeniane. 

agghiacciande

No, parlo del matrimonio.

La domenica pomeriggio, di punto in bianco, i bravi rievocatori intenti a fare le didattiche sono stati taciuti per lasciare passare il corteo…

*Suspance*

…degli Stark.

E non dico Stark a caso eh, no, erano proprio gli Stark con tanto di stendardo col metalupo ed il motto “The winter is coming“.

Ma perché? Perché?! Non vi basta il Lucca Comics? O qualsiasi altra fiera del fumetto o del videogame o anche solo del cosplay? Perché proprio a una festa celtica? Poi sul serio, tra i libri e tutte le casate che avreste potuto scegliere, proprio gli Stark de Le cronache del ghiaccio e del fuoco?! Ma avete notato la frequenza con cui i personaggi muoiono durante i matrimoni in quella saga?
E come diavolo vi viene in mente di organizzare un matrimonio Stark ad una festa celtica?! E’ come unire le sarde con la Nutella, non sempre “buono” più “buono” da “molto più buono” come risultato.

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Per il resto la festa è stata carina come al solito, anche la scaramuccia del primo week end non era male, un po’ traballante la storiella con cui è stata condita ma non era male. Insomma, non è che Roma si mobilitasse per ogni lanista rapito eh, però era un pretesto non proprio malaccio, diciamo che ho visto di peggio, ecco.

Già che ero là però ne ho approfittato per vedere (finalmente) il Luigi Fantini, il museo. Lo raccomando a tutti quelli che passano di lì che siano interessati all’argomento “archeologia”, fatelo che il museo ha bisogno di rimettersi a posto dopo l’incendio e il biglietto costa davvero una ridicolaggine – 3 eurini – a differenza di quegli strozzini di Ravenna che le chiese te le fanno pagare un rene. Lo ammetto, sono di parte, preferisco le tombe e i vasi ai maledetti mosaici bizantini, forse anche perché me li hanno proposti in tutte le salse e perché non ho mai capito quale razza di follia potesse spingere un uomo a fare un puzzle di tessere colorate, senza incastri. Non me ne vogliano gli storici dell’arte, mosaico e pittura non sono le mie classi artistiche preferite.
Tornando al museo di Monterenzio l’ho trovato molto gradevole anche nell’esposizione, nonostante per ora sia aperta una piccola parte ne vale la pena.

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