Problemi comuni

Teste di cazzo all’arrembaggio.

 

grumpy

No, niente, non è successo nulla a dire il vero, non concretamente.
Anche se magari non si direbbe, leggendo i miei ultimi post – e pure questo direi – è un periodo in cui sono felice, sì. Sono felice perché ho trovato la mia Arianna,che se si è presto rivelato essere il mio Dioniso – perciò d’ora in poi lo chiamerò così.
Dioniso – la scelta del nome è particolarmente divertente ma è meglio saltarla – mi fa sorridere e mi tiene calma, in uno stato di quiescenza quasi zen. Inoltre per la prima volta Anima, il mio migliore amico, si è espresso con un commento positivo: “mi sembra una persona normale, finalmente una persona normale.”
Ecco, forse avevo bisogno di questo.

Comunque, il punto di questo post è questo: si preannuncia un’estate fittissima di felloni a piede libero. Sì, felloni, me lo sento nelle ossa. Sarà un’estate fitta di litigi, gente da evitare – o evirare, volendo – gente con cui litigare ed alla quale cercare di non strappare gli occhi in un attimo di delirio psicopatico.

Ecco.

Non si prospetta una gran estate.

Soprattutto perché Dioniso mi vola via per un anno, va a vivere al freddo in mezzo alle sequoie e il pensiero mi da attimi di claustrofobia mista a odio per il mondo.

La cosa che mi consola è che sarò, se tutto va bene e deve andare bene, impegnata a scrivere la tesi.

Essere consolata dall’idea di impazzire sulla tesi è un qualcosa di paradossale.

Il problema è il seguente: quando le cose si fanno come dico IO allora tutto fila liscio.
Sì, so che questa è una convinzione che hanno in molti, mi giustifico dicendo di essere del Leone, anche se non so se sia sufficiente come giustificazione.
Però davvero, io non metto il becco in questioni che non conosco, non direi mai a un’ingegnere come fare il suo lavoro, quindi quando dico che una cosa va fatta in tal modo è perché ho l’esperienza per farlo, o comunque sono quella con più buonsenso, ecco; spesso mi viene anche chiesto di metterci il becco in certe questioni, anche quando mi viene da dire “fanculo, sto cercando di spiegare a un branco di scimmie sorde, fate come vi pare“.

Tra poco ricomincia la stagione delle rievocazioni. Cristo.

Io ho voglia di rievocare, tantissima. Mi piace stare a fare le didattiche e tutto il resto, però odio in una maniera viscerale il fatto che la maggior parte delle persone che rievocano non abbiano una vaga idea di quello che stanno facendo, soprattutto perché quando poi tento di spiegargli perché alcune cose non possono essere fatte perché c’era una filosofia molto diversa rispetto a quella attuale, loro mi dicono che hanno capito, poi ignorano la cosa. Stanno lì a fare due giorni di camping con addosso vestiti buffi e per lo più scomodi.

Qual’è il senso di tutto ciò? Perché lo fate?

Esiste il Gioco di Ruolo dal Vivo per questo. Ah, sì, i maschietti si vogliono sentire fichi come il Gladiatore, scendendo in battaglia a fare finta di picchiarsi, e le femminucce tante belle Xena, ma con l’arco che se no non è storico – per mettere i puntini sulle i: tu, brutta vacca seminuda con una tutina di cuoio fatta apposta per far risaltare le tette, non dovresti essere lì nemmeno con l’arco, perché la tua presenza in campo non è storica.

Poi mi rompono i coglioni per il colore di un vestito – per altro un colore corretto, scelto dopo mesi di documentazione – ma le ragazze raccomandate in battaglia anche sì.

Oltre questo dovrò sopportare la presenza del mio ex in accampamento. Quella sarà la parte più difficile perché dopo aver riesaminato ogni lamentela idiota che ho fatto finta di non sentire, ogni richiesta assurda che ho tollerato per non avere rotture di balle, ogni capriccio, ogni muso che mi teneva perché gli avevo toccato il suo personale dio in terra – Mussolini – ogni “sieg heil!” tollerato, ogni stracazzo di rinfaccio; ecco, dopo tutto ciò, io vorrei che lui mi desse un motivo, solo un motivo per potergli fare una tirata chilometrica su quanto sia sempre stato una testa di cazzo.

Apro parentesi: stronza anche io, perché nonostante tutti i motivi sopra elencati lo consideravo comunque una testa di cazzo, ci sono stata assieme un’anno e mezzo e mi sono pure fatta mollare. Perché ho sempre pensato “no dai, lo ha detto in un momento un po’ così”, insomma l’ho sempre giustificato.

Conoscendolo, per di più, cercherà di fare l’amicone. Ma no, basta, tolleranza zero. Sono stanca di essere tollerante e diplomatica con le persone, quindi quest’estate chi mi romperà i coglioni riceverà in risposta un “fottesega, non è un mio problema”, mentre lui sarà semplicemente ignorato. Sì ignorarlo mi pare un’ottimo progetto.

Lo so, ne sto parlando, non è così facile ignorare l’idea, ho bisogno di una discreta dose di preparazione psicologico. Fortunatamente ho una discreta faccia di bronzo e, nel caso in cui non dovesse bastare, partirà la tirata chilometrica con tutto quello che vorrei dirgli per concludersi con un liberatorio “vaffanculo tu, il tuo ego e la tua assoluta convinzione che non avrei mai trovato un’altro migliore di te quando in realtà difficilmente potrei trovarne uno peggiore“.

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