Ormoni disarmonici

Ho passato la scorsa settimana a piangere ed ingozzarmi, senza sapermi dare una ragione del perché, una ragione valida intendo. Poi mi è venuta in mente, cioè si è proprio palesata dicendomi anche “non posso crederci che tu te ne fossi dimenticata!”.

Allora oggi, per coerenza(?), ho deciso di fare le pulizie in camera mia, passare l’antistatico per la polvere, con scene buffe come:

-Mamma, ma allora, cioè, io dovrei dare la polvere, uso questi due in combinata?- mostro spry antistatico e pannetto giallo morbido. Mi madre mi guarda con uno sguardo misto di compassione, incredulità e mi-stai-prendendo-in-giro-vero?.
-Heeeeeeeeum. Si, perché?-
-Devo pulire camera.-
-Auguri.-

Effettivamente ci ho messo tre ore. Mentre pulivo decido: rimetto in ordine l’armadio e vedo di eliminare cartacce inutili. Ottimo proposito. Do la polvere qua e là, in sottofondo Big Bang Theory e How I met your mother, sposto le mie conchiglie, le mie ossa, pulisco l’orrendo portacandele a forma di drago che mi regalò un mio amico per il diciotto anni e ci trovo dentro il cappellino blu della birra di Natale del nostro primo appuntamento. Cestino. Sono stata molto fiera di me in quel momento, fottutamente fiera di me. Continuo a dare la polvere, sposto tutti i libri che ho sulla cassettiera di fianco alla scrivania, recupero le agende del 2012 e del 2013. Le poso sulla scrivania e passo all’armadio. Il delirio. Tutti i miei vestiti sono appoggiati in fondo, le grucce desolatamente vuote. Comincio a vagliare vestiti puliti e sporchi, caricando una lavatrice, rimetto tutto nelle grucce che rimangono ostinatamente semi-vuote. Passo alla poltrona gonfiabile, aggiungo cose in lavatrice, sistemo i cassetti, apro la seconda anta dell’armadio e ricomincio il lavoro finché non mi ritrovo tra le mani una maglia ignota. E’ bianca e c’è la faccia del “Me gusta” stampata sopra. Ah, bene, hai lasciato qui anche questa. Mi pare che tu l’avessi comprata a Riccione quando accompagnammo al mare tuo fratello, già. La lancio dietro le spalle, cerco le tue mutande che, non per dire ma finché sono maglie o felpe posso anche continuare a sfruttarle come pigiami, svolgono una funzione utile, ma io, di un paio di slip da uomo, non è che me ne faccia gran che, soprattutto perché ho l’impressione che quel vuoto che lascerei lì dove dovrebbe trovare un comodo collocamento il pacco, ecco, rimarrebbe nervosamente lento e fastidioso. Poi, che diamine, vi fate scrivere UOMO sull’elastico per ricordarvelo? Che non è chiaro semplicemente palpandovi il batacchio? Recupero anche quelle e le lancio sul pavimento. Finisco il riordino, recupero i due indumenti e li guardo. Che farne. Un falò sarebbe carino, ma anche se la mia camera ha una metratura discreta il soffitto di due metri potrebbe risentirne e attualmente non ho troppissima voglia di passare al centro sociale per fingermi una punkabbestia. Cestino. Impietosamente cestino, peccato perché il fuoco avrebbe dato molta più soddisfazione.
Poi gli anatemi: le agende, dove io segno ogni respiro che faccio perché ho bisogno di controllo, ho bisogno di sapere dov’ero quel giorni di quell’anno così, nel caso in cui qualcuno mi venga a dire “ma avevi detto che eri di là”, io potrò rispondergli “no, ti avevo detto esattamente dov’ero, questo è il messaggio, questa è l’agenda, ho le prove”. Le sfoglio. Intanto avevo ragione io, ci ho fatto il calcolo: ero io a essere sempre a Modena e non tu a essere sempre qua, vittima del cazzo che non sei altro. Un colpo al cuore quando realizzo che iniziò tutto addirittura nel 2011. Sembra ieri. Prendo le agende e, pagina per pagina, le trasformo in coriandoli.
Dovrei eliminare anche le foto sul pc ma no, elimino solo quelle in cui ci sei tu da solo, e quelle in cui io sono venuta male, perché mi merito il mio stracazzo di momento narcisista in tutto ciò.

Poi il mal di schiena mi stende.

Odio che le mie emozioni, e il mio appetito, siano così intensamente regolate dal mio maledetto ciclo ormonale.

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8 thoughts on “Ormoni disarmonici

    • Si è vero, la memoria rimane, ma senza memorabilia naufraga parecchio, almeno la mia (uno dei motivi delle agende è quello).
      Ho allocato tantissima memoria alle canzoni di Hercules e Aladdin, alle battute scadenti e ai film trash; i momenti seri ed emozionanti tendono a svanire, solo che ci mettono un po’. 🙂

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