La rosa indiana (ovvero “buon San Valentino”)

Sono in Piazza Navona, il sole splende su Roma e fa un caldo assurdo per essere gennaio, motivo per il quale giro con il cappotto slacciato e il berrettino di lana infilato nella borsa. Sono lì che passeggio e mi dirigo verso Piazza del popolo, per andare a vedere l’obelisco. C’è una quantità di gente impressionante per essere solo gennaio. Sono anche distratta, con un sorriso idiota stampato in faccia perché si, sono nella capitale, fuoriuscita da quel buco nebbioso che è casa mia, per passare quattro splendide giornate a fare maratone incredibili tra i monumenti.Ed ecco, ad un certo punto, che un indiano mi si para davanti. Ha solo una rosa rimasta invenduta.

-Ciao, bela, prendi rosa.-
-No, guarda, grazie, non saprei proprio dove metterla.-
-Dai bela, tieni, prendi rosa.- mi allunga la rosa e io mi metto nella posa da calciatore che giustifica un fallo, mani in alto e palmi aperti.
-No, davvero, grazie ma no.- cerco di dribblarlo ma mi segue.
-Dai bela, io regalo! Bela rosa per bela ragazza, tieni, prendi, regalo.- riesce, non so come, a schiaffarmi in mano la rosa. Io gliela allungo per restituirla.
-No, dai davvero, non so assolutamente dove cavolo metterla. Sei gentile ma no.-
-No, no bela, tranquila, è regalo. Io regalo te.- abbasso la mano, sconfitta, perché non ho voglia di stare ancora a questionare. Mi terrò sta maledetta rosa, che per altro è anche il mio fiore preferito.-Vabhé, grazie allora.- faccio per avviarmi.
-Ora tu paga me, si?-
-Ma cazzo, no! Non la voglio sta cazzo di rosa!- gliela rischiaffo in mano e me ne vado.

La scena si ripresenta un’altra volta in Piazza del popolo, poi di nuovo di fronte al Pantheon. Dalla fontana di Trevi accade una di quelle scene da film, io che cammino tranquilla verso la fontana, un ragazzo che mi fissa e quando gli passo accanto mi sussurra “buonasera”, lo guardo, sorrido e arrossisco affondando dentro al collo del cappotto. Poi torno verso Via dei Condotti e di nuovo l’indiano fatidico, quello con cui sbrocco.

-Ciao bela, io regala rosa, tieni rosa, bela.- lo guardo irritata e sbotto.
-Me’ cojioni, è tutto il giorno che cercate di regalarmi ste cazzo di rose e poi volete anche farvi pagare, mobbasta veramente.- lo dribblo e lo lascio lì con la sua rosa in mano.

 

Ecco, questa scena dell’indiano con la rosa è un’ottima metafora per descrivere tutte le mie relazioni naufragate, gente che mi regala una rosa e poi vuole essere pagata.

Buon San Valentino.

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