Opinionismi di parte (Old but Gold)

Situazione tragicomica.
Fine del laboratorio teatrale.
Gli attori non fumano, quindi siamo tutti fuori dalla porta del teatrino dell’ospedale a fumare sigarette come se non ci fosse un domani, o noi non avessimo davvero dei pomoni. A voi la scelta.
Il tempo fa schifo: è umido, freddo, c’è una nebbia di quelle che fai cinque metri e non capisci più dove sei perché hai perso tutti i punti di riferimento. Un tunnel spazio-temporale nel quale rimani intrappolato insomma.
E fumiamo.
Siamo in quattro: io, che sono stanca e voglio una birra, Cristiano, l’amico gay il cui nome è tutto un programma e crede un sacco in tutto quello che fa, ma solo quando ne ha voglia, Polly, la regista dallo spirito fanciullesco, che crede un sacco in tutto quello che fa, e fa talmente tanta roba che non ha tempo nemmeno di esistere, ed infine Ambra, la gattona sexy di sinistrissima, bionda, vestita da fattona in mezzo a un raduno di punkabbestia, ma senza cane, che corre dietro a qualsiasi cazzo con due gambe e si lagna che sono tutti stronzi e la vogliono solo scopare, quando lei vuole solo scopare loro – lo scopo della lamentela rimane irrisolto – che si fa i drum perché il tabacco è più buono – o semplicemente perché fa più sinistra – e che tra un tiro e l’altro, tra il resoconto di una scopata e l’altra proclama:

-Oh, dai, venerdì venite in centro sociale, c’è una serata fichissima.-

Già me la immagino la serata fichissima al centro sociale: superi il cancello del cortile e la nebbia è ancora più fitta, solo che non odora di nebbia ma di erba. Gente coi rasta accucciata in terra e ubriachi che cazzeggiano o pisciano contro il muro perché ci sono meno rischi di prendere qualche malattia incurabile rispetto al pisciare nel cesso come qualsiasi comune mortale. Salitina, perché noi siamo politicaly correct e aborriamo le barriere architettoniche. Maniglione antipanico.
All’ingresso il tipo che dovrebbe controllare la tessera del CSA, stampata sul retro del cartoncino sottile dell’Heineken o della Tuborg, flirta con una tipa con mezza testa rasata, altra mezza a rasta, treccine di stoffa e occhio a mezz’asta dalla sclera cremisi – colpa del cloro.
Tutto attorno i divanetti scompagnati anni sessanta: un po’ con fantasia tartan, un po’ a costine di vellutino nocciola usurate dal tempo che non si sa da dove arrivino e soprattutto se qualcuno, non dica abbia lavato la fodera sfoderabile, ma se almeno ci abbia spruzzato sopra l’antiacaro. La fauna: mista, a dire il vero, dal metallaro che non sapeva che cazzo fare, all’anarchico con la maglietta a maniche corte anche se dentro non c’è il riscaldamento, fino all’infiltrato che è stato trascinato lì dagli amici che “c’è una serata fichissima”. Al bancone si avvicendano clienti e gestori che ti danno lattine di Dana Brau a 50 centesimi. Che capisco il low budget ma la Dana Brau fa davvero cagare e piuttosto sto a secco.

Annuisco dando un tiro dalla paglia.
– Ah, tipo?-
La gattona sexy sbatte le ciglia facendo la sexy, inutile considerando che non ho un cazzo e per quanto sia sexy, se lo avessi, sicuramente non lo infilerei dentro di lei.
-E’ una serata impegnata, contro quei porci dei poliziotti che abusano del loro potere di merda.-
-Hum. Ce l’avete sempre un sacco coi poliziotti voi comunisti, com’è sto fatto?- io, che per quanto non sia fascista, checché me ne dicano, non sono nemmeno comunista. E ne vado anche abbastanza fiera.
-Si perché sono delle merde che alle manifestazioni picchiano la gente senza motivo! E anche allo stadio!-
-Mah, guarda Ambra, sinceramente, se io facessi il poliziotto, con uno stipendio del cazzo per stare dietro a una manica di imbecilli che, nel lampante delirio della folla da pecore, da pacifici, appena vedono un casco blu iniziano a insultare, lanciare oggetti e tutto il resto, se a me mi dicono “carica”, vaffanculo, io carico, e ti meno pure.-
-Ma come? Ma ti rendi conto di quello che dici? Tu li giustifichi, cazzo!-
-Io mi metto nei loro panni, perché loro fanno il loro mestiere e voi manifestanti fate il vostro. E non mi venire a parlare della troiata che sono sempre loro che cercano lo scontro: i cortei li ho fatti pure io e in mezzo a una carica o di gente picchiata a cazzo non ne ho mai beccata. Poi non dico che non succeda, può succedere.-
-Non deve succedere e loro se ne approfittano.-
-Neanche voi dovreste sfondare le vetrine dei commercianti per protesta, eppure lo fate.-
-E’ un altro discorso.-
-Me’ cojoni, se io mi trovo una vetrina schiantata esco con la doppietta, e vaffanculo. Perché io sono lì che lavoro e voi siete lì a fare sega da scuola o dalle lezioni e fare cori e danni. Come se le manifestazioni servissero a qualcosa, poi. Non vi caga nessuno, a parte la polizia che deve mantenere l’ordine pubblico, i tg perché fa scena, e voi stessi perché siete pecore e vi chiamate pacifisti di sta fava. Non esiste la ribellione pacifica e voi non siete Ghandi.-
-E la gente allo stadio? Eh? Mi hanno perquisita, nemmeno volevano lasciarmi l’accendino!-
-Eh, la gente allo stadio che lancia i motorini dagli spalti? Ecco io non mi limiterei a picchiarli, li ammazzerei proprio e poi direi “Ops”. Ma porco dio, ma pensi che io allo stadio ci vada a perdere dei soldi perché ci sono dei deficenti molesti che mi interrompono la partita o perché la partita la volgio vedere?-

Pausa. Non sa che ribattere. Cambio discorso.

-E comunque se ne approfittano.-
-Sicuramente, conosci qualcuno che non lo fa?-
-E sono tutti fascisti.- eccola.
-Mah guarda, secondo me non sono tutti fascisti. Tanti fascisti sognano l’antisommossa per picchiare i comunisti, vero. Ma non vuol dire che tutti i poliziotti siano fascisti.-
-Si invece, e sono delle merde, guarda la i Notav, li menano e i Notav sono solo pacifisti.-
-Non stai parlando degli stessi Notav che intendo io vero? Perché si, ci sono i pacifisti, ma quelli che fanno casino? E secondo te, in una carica, stanno lì a chiederti “ma te sei un pacifista” prima di picchiarti? Guarda che una carica è un ‘ndo cojo cojo. Se non la vuoi subire ti fai da parte. E inve no, perché fai parte di quell’animale che si chiama folla, animale stupido per altro, e se uno lancia un sanpietrino lo lanci pure tu, se qualcuno inizia con un coro, lo fai anche tu. A meno che tu non abbia coscienza di te, cosa rara, e te ne tiri fuori perché sei pacifista e inculo ai cori e lo sai che loro sono lì a fare il loro lavoro come tu sei lì a fare il tuo.-
-Questo è sbagliato, i poliziotti sono tutti porci e fascisti!-
-Vedi è per questo che il CSA mi fa cagare, perché sentite solo la vostra voce che ha ragione sempre e comunque. Non siete capaci di gestirvi in cinquanta e vorreste sovvertire lo stato. Io, sinceramente, dei comunisti ne ho piene le palle, e pure dei fascisti, e sai che ti dico che a fascismo e comunismo gli vo’ in culo e porto sei. E ciao.-

Pausa di riflessione. Altre sigarette, gli spettatori Cristiano e Polly seguono il dibattito come una partita a tennis.

-Perché ti stanno sul cazzo i comunisti?-
-Perché si, perché siete sordi e perché il nazionalismo è il grande male del mondo quando voi avete sterminato il doppio della gente nei gulag ma non si deve dire, perché il comunismo è una cazzo di dittatura. Che sia rossa o nera non cambia un cazzo.-
-Ah, ma quello non è comunismo.-

La guardo a bocca spalancata, boccheggio e cerco di interpretare la frase.

-Bhe mi dispiace, ma Ambra ha ragione, quello non è comunismo eh.- Cristiano interviene.

Lo guardo iniziando a pensare che ci sia qualcosa di sbagliato in tutto ciò: o sono io o sono loro, ma è sbagliato.

-Ma porcodio, ma vallo a dire a Stalin che quello non è comunismo, vaglielo a dire pure a Lenin che il loro non è comunismo! Sei in un gulag ancora prima di rendertene conto.-
-No quello non è comunismo, il comunismo è quello espresso dal Manifesto.-
-Si, che applicato, essendo esso stesso inapplicabile, diventa quello dell’Urss, della Cina, di Cuba. Quello è comunismo. Non devi andare a vedere la teoria, devi guardare l’applicazione, altrimenti ha ragione pure quello che dice “ah ma prima Benito ha fatto un sacco di cose buone e i fossi si saltavano per la lunga.”-
-No, non è vero, quello non è comunismo.-

Pausa, getto la cicca. Fanculo la birra.

-Guarda, dopo questa fanculo, sarò io che son fascista allora. E visto che a questo punto sono io che son fascista: buonanotte camerata.- mi avvio nello stradello e scuoto la testa.

Quanto mi piacerebbe prendere tutti gli skin che odiano i froci e vanno a trans, che no alla droga e pippano bamba come se fosse zucchero a velo sul pannettone, tutti i comunisti con l’ipod che bevono Dana Brau sfondandosi di canne perché sono contro il sistema ma senza ipod non sei nessuno, chiuderli dentro una grande arena, armati, e guardarli mentre si scannano. Ne rimarrà solo uno.
Tipo Highlander.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...