E’ tutta questione di stile

Poi sul gruppo della tua facoltà, una ragazza, per goliardia, condivide questa cosa:

http://www.lastampa.it/2014/01/14/multimedia/cultura/i-classici-dellarte-si-animano-con-la-magia-del-digitale-7V7Zf98gaXjgwNthM8QebP/pagina.html

Io, lo ammetto, lo odio. E’ quel tipo di manipolazione grafica che mi da i brividi, non tanto per i quadri, quanto per il motore grafico e per l’effetto assurdo.

Poi appare un figuro strano che definisce la cosa come “pattume” ed inizia ad utilizzare fraseggi come “trovo sempre più insopportabile questa deglutizione irriflessa di qualsiasi cosa in chiave tecnologica”.

Grazie alla “linkatrice” dell’articolo che ha condiviso questa splendida immagine con me

 

Io, pacatamente, intervengo sul vero centro della questione: – Comunque il centro del problema è che non sanno più che pesci pigliare per avvicinare la gente alla cultura. Io mi preoccuperei più di questo che del mondo in cui ci provano.-

IlFiguro: – Non saprei – e con questo poi mi deleguo perché devo rimettermi a studiare: la parodia, in parole o in immagini, è in sé stessa un potente strumento critico (basti pensare a certi disegni di Goya), ma qui il punto è che non si tratta di parodia, si tratta di spettacolarizzazione fine a sé stessa. Credo che non vi sia nemmeno la finalità di attrarre o di avvicinare, o se c’è è soltanto la foglia di fico di qualcos’altro ossia il girare in folle, appunto, di questa sempiterna nevrosi contemporanea del ridurre tutto a spectaculum privo di un senso e di una qualche intenzione che non sia lo stupire e l’intrattenere. Ecco, questo filmato mi sembra un esempio paradigmatico della riduzione dell’arte a mero intrattenimento, a divértissement. A prostituta di lusso, come direbbe Montanari. E questa mi pare sia la peggiore violenza che si possa fare all’arte e alla cultura in genere.-

Io, meno pacatamente: – Mi permetto però di dire che, se di tanto in tanto, la “gente di cultura” che di tanto favellar si rende onore, si “abbassasse” ad utilizzare un mero tono colloquiale – assai più adatto ad una conversazione e, perché no, ad una esposizione tematica posta fuori dalla ristretta cerchia elitaria di un’aula – anziché incensarsi sbandierando la propria eccelsa padronanza della terminologia accademica, magari ci manderebbero un po’ meno a cagare.-

Poi scopro che IlFiguro è un prof della mia facoltà. Ho vinto, tutto.

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3 thoughts on “E’ tutta questione di stile

  1. Ma che ansia ‘sta gente qui D:

    Chè poi, magari è vero, al giorno d’oggi (anche se questi discorsi sulla spettacolarizzazione dell’arte sono vecchi ma vecchi tanto) si sta trasformando tutto in un continuo “effetto speciale incredibilosomozzafiatante”… ma allora? Cioè, c’è un modo “ad arte” di fare ed esperire l’arte? L’arte si trasforma insieme agli individui, evolve insieme a loro, e così anche il modo in cui si diffonde. Forse i più continueranno ad ignorarla e ad ignorare mostre, rassegne e musei subito dopo aver messo un like o aver detto “cheffigo”, però se anche solo una persona in più si sarà avvicinata ed interessata, contribuendo a rendere di meno l’arte una cosa da “addetti ai lavori”, allora non sarà stato un guadagno netto per la cultura e l’arte stessa?

    Boh, comunque hai vinto tutto abbomba 😀

    • No ma, che poi, se ne è uscito anche con una frase riassumibile in “non si deve semplificare il linguaggio artistico per renderlo inaccessibile agli ignoranti”.
      Io, sta gente, la odio. Si credono i possessori delle chiavi della conoscenza, manco fossero San Pietro alle porte del Paradiso, e guardano tutti dall’alto in basso come fossero feccia.
      Bene io a questi figuri dico: visto che tu sai tutto, ora inginocchiati sul pavimento e inizia a posare il parquet. Oppure vai in bagno, smonta miscelatore e quant’altro e installalo nuovo, riparati la caldaia da solo, rimonta la doga del letto che si è schiantata sotto il pachidermico peso della tua vasta conoscenza, visto che sai tutto.
      Ah, non lo sai fare, eh?
      Ne hai BISOGNO di quelli che tu chiami spocchiosamente “ignoranti” solo perché hanno conoscenze e competenze diverse dalle tue, eh?!

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