Capodanno?

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E quindi niente, è il 30 di dicembre.

Si, direi che posso iniziare a tirare le somme di quello che è stato, di quello che avrebbe potuto essere e di quello che per fortuna non è stato. Ma poi, alla fine, a che mi servirebbe?

Piuttosto posso ridere pensando che il 30 dicembre a Samoa e Tokelau, dopo il passaggio dei due stati a ovest della linea di cambio data, il giorno è stato abolito. Che poi davvero, ma come fai ad abolire un giorno?

Dopo tre giorni passati all’insegna del delirio tra una serata al Kojak (che ho adorato), una alle terme (dove l’idromassaggio mi ha ucciso la schiena, forse ho esagerato), la nottata al Cocoricò, durante la quale sono riuscita a farmi rimorchiare – non volendo, per altro – dall’unico uomo etero che c’era, che insomma io ero lì per le drag queen – a tal proposito, vorrei rinascere uomo per poter fare la drag queen.

Cosa mi aspetto dal nuovo anno?

Bhé a dire il vero poco: mi aspetto la laurea; un’operazione dolorosissima per un dente del giudizio che quando inizia a giudicarmi mi giudica parecchio male; che magari il bel ragazzo che mi lascia senza parole quando lo guardo e mi fa sentire scema, decida che gli interesso; mi aspetto una stagione di rievocazione bella intensa; un settembre all’insegna degli scavi e, perché no, il tatuaggio che mi sta disegnando True, come regalo di laurea.

Nel frattempo aspetto solo una notte di Capodanno a Firenze con True e la mia Sbirra-dei-boschi, a cantare “Gli anni” mentre so che il ragazzo carino-carino è da qualche parte nella stessa città, motivo in più per giustificare un disagio alcoolico.

A meno di ventiquattro ore dalla fine di questo duemilatredici, che si, la storpiatura in duemilacredici è assolutamente meritata, posso dire che non vedo l’ora che scatti la mezzanotte per lasciarmelo alle spalle. Almeno mi ha lasciato un’insensato e spregiudicato amore per la lettura, e la bellezza di 44 libri letti alle spalle (per non parlare di quelli studiati che non sono stati inclusi nel conto), che mi ha portato via una persona, ma me ne ha lasciata un’altra alla quale mi rendo conto mi sto affezionando un sacco, una di quelle persone che se mi chiamasse alle 3 della mattina per un problema, correrei davvero veloce. Mi ha lasciato anche l’ansia di essere il passeggero in macchina, dopo essere finita in un fosso, e spero che il 2014 se la porti via quest’ansia. E mi ha lasciato pure la realizzazione che non ho quindici anni ma quasi dieci in più.

Io me ne sento quindici, che vi devo dire.

E alla fine ho tirato le somme. Ma forse è l’orario, forse è che sto preparando un esame che odio, oppure è semplicemente inevitabile.

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